Matrimonio Gay

Senza differenze di sesso, colore, religione, la famiglia è formata da due persone che si amano. Punto.

 

Come organizzare un matrimonio tra coppie gay

 

L'ordinamento giuridico italiano, però, non riconosce come nucleo familiare due persone che non si siano scambiate gli anelli e abbiano posto due firme su un registro secondo le modalità previste dalla legge. Un uomo e una donna che vivono sotto lo stesso tetto, che hanno dei figli, che si rispettano e vivono prendendosi costantemente cura uno dell'altra, contribuendo in egual misura all'educazione dei figli, a spese, oneri e doveri, continuano ad essere recepite dallo stato come due entità separate. Genitori sì, ma non coppia, non famiglia. Stessa cosa se la situazione descritta si applica a due persone dello stesso sesso, le quali non trovano nessun riconoscimento da parte della legge italiana e dello stato Vaticano, che regolamenta le modalità di celebrazione dei riti religiosi e continua ad influire sulla morale diffusa nel nostro Paese.Per fortuna, la società ha da tempo iniziato ad evolversi e le “coppie di fatto”, sia etero che omosessuali, trovano un sempre più ampio consenso da parte della collettività, che le rispetta e si rapporta a queste categorie semplicemente accettando la loro naturale e concreta essenza famigliare.

 

In particolar modo, le coppie gay, seppur in un contesto che a tratti sembra stentare a trovare un equilibrio, con casi di violenza ed emarginazione che destano scalpore nelle cronache proprio perché ormai recepiti da tutti come scandalosi, non hanno modo di suggellare la propria unione con un atto pubblico e riconosciuto come il matrimonio, con i diritti e doveri che ne conseguirebbero.

 

La legge italiana forse non è ancora pronta ad entrare nell'era moderna, ma perché rinunciare ad un rito di passaggio così bello e importante per colpa di burocrati poco attenti al bene delle persone? Non è giusto emigrare all'estero per potersi sposare con una persona dello stesso sesso, ma al momento, purtroppo, pare sia l'unica possibilità, a parte il caso di Milano che ha ideato una qualche modalità di legittimazione in tal senso.

 

Certo è che certe tradizioni, come le nozze all'italiana, piene di gioia, amici, musica, quella gran festa che si stringe attorno ad una coppia che si è appena giurata amore eterno, sono difficili da scalfire, è comprensibile che qualcuno si rattristi al pensiero di doverci rinunciare solo perché “qualcuno” ha deciso che non si può fare, che non va bene.

 

E allora non rinunciamoci! Che si decida di compiere o meno il grande passo all'estero (magari New York?), perché non organizzare ugualmente una grande celebrazione, un rito simbolico e un ricevimento che coinvolga tutte le persone che ci amano, che sono sempre state al nostro fianco, per dire, insieme al loro, al mondo che, anche se l'Italia non vuole, la nostra famiglia esiste lo stesso, che tutti lo devono sapere, che d'ora in poi il mondo ci dovrà considerare una coppia, che agli occhi di tutti siamo mariti e mogli e che siamo felici, felici di quello che siamo e di aver accanto la persona che abbiamo sempre desiderato.

 

Il matrimonio è un sogno che tutti si meritano di vivere, aprite gli occhi e vedrete che il giorno più bello della vostra vita sarà lì ad aspettarvi!

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