La porti un bacione allo Zankyou Club di Firenze

Martedì 4 dicembre 2018

wedding club zankyou firenze

Nonostante Trenitalia ce l'abbia messa tutta per non farmi arrivare in tempo (chi ha visto le mie Stories in Instagram sa di cosa parlo), anche io ho partecipato al Wedding Club organizzato da Zankyou niente meno che nella splendida Firenze.

Un'occasione per incontrare colleghe e confrontarmi con tanti professionisti del settore, così come era successo alla primissima edizione di questo evento itinerante di Zankyou.

Il focus degli interventi dei relatori (la wedding planner Anna Frascisco, la direttrice di Tuscany for wedding Carlotta Ferrari, Gianni Stanzani, co-owner e CEO di Palazzo Pucci Events&Academy) sono stati i Destination weddings e il motivo è presto detto: più di 8.000 eventi in un anno per un fatturato di oltre 440 milioni di euro nel solo 2016, come risulta dalla indagine svolta dal Centro di Studi Turistici di Firenze. Il fenomeno è in ulteriore crescita e coinvolge circa 52.000 operatori del settore, a cominciare dai wedding planner e dai fotografi. La classifica delle mete scelte da sposi inglesi, americani, australiani e tedeschi (accanto ai ‘nuovi arrivi’ costituiti da sposi canadesi, irlandesi, russi e brasiliani) vede la Toscana in testa, con ben il 32% delle presenze (dati forniti da Alessandro Tortelli, Direttore Scientifico del Centro Studi Turistici di Firenze).

palazzo pucci firenze

Un fenomeno che mi sta a cuore da tempo, tanto da avermi portata a spendermi per organizzare “Write my wedding” il primo wedding blogger tour nel lontano 2014, per promuovere il mio lago di Garda come meta di un perfetto destination wedding e incoraggiare il matrimonio come (all'epoca) nuovo tipo di turismo (qui puoi leggere i racconti della prima e seconda edizione).

La location che ci ha accolti è semplicemente...sontuosa! Si tratta di Palazzo Pucci, palazzo storico fiorentino riaperto dopo quarant'anni e restituito al suo splendore. La tavola rotonda, coordinata dalla sempre più brava Simona Spinola, è stata molto vivace e partecipata, provo a riassumere i punti che mi hanno colpita maggiormente.

simona spinola di zankyou

I destination wedding attirano tutti, sposi da ogni latitudine e operatori di ogni livello. Un livello che deve per forza di cose essere alto se si vuole essere competitivi in un mercato in cui le abilità prettamente tecniche si devono sposare (eh eh, non ho resistito) con conoscenze culturali più ampie, proprio per essere in grado di mettere a disposizione degli sposi stranieri e dei loro ospiti un'esperienza che trasmetta l'essenza della nostra italianità. Ma non solo. Alcuni segmenti di questo mercato, pur scegliendo l'Italia come destinazione per il proprio matrimonio, desiderano veder rispettate e rappresentate le tradizioni del proprio paese di origine. Da qui l'esigenza di una formazione molto più mirata e approfondita.

A proposito di formazione, la questione “nuove wedding planner” e “corsi” ha tenuto banco per un bel po'. Organizzare corsi? Non farlo? Cosa insegnare? Chi è titolato all'organizzazione di corsi di formazione e chi no? Le testimonianze in proposito si sono sprecate, da stagiste stanche dopo due ore di evento a fantomatiche wedding planner che si sono dimenticate di presentarsi in location il giorno dell'evento. Gli esempi in negativo sono stati così tanti che ad un certo punto qualcuno ha proposto di creare un Albo con il quale diffondere una deontologia professionale e creare uno spartiacque tra i wedding planner professionisti e i wedding planner improvvisati.

il pubblico del wedding club zankyou firenze

Secondo te mi trovo d'accordo con questa proposta? Proprio no. Una persona professionista e una persona professionale sono due cose diverse, non è la quota annuale versata ad un Albo di settore che ci può mettere al riparo da wedding planner incapaci e pericolose. Come ha detto Angelo Garini, anche lui presente a Palazzo Pucci, “Sono iscritto sia all'albo dei giornalisti che a quello degli architetti, eppure posso costruire una casa bruttissima e scrivere un articolo con i congiuntivi sbagliati”. Chiaro il concetto? Credo molto in una selezione naturale ma, soprattutto, confido che gli sposi imparino sempre più a riconoscere i wedding planner davvero validi e smettano di rivolgersi a chi millanta competenze irreali.

Un altro paragone che mi ha fatto riflettere è stato quello tra le spose italiane e le spose straniere. C'è chi ha parlato delle spose straniere come se fossero la cosa migliore del mondo, perché hanno un alto budget e si affidano completamente al wedding planner, al contrario delle spose italiane che “vogliono mantenere il controllo su tutto”. Non mi trovo d'accordo nemmeno con questa credenza! Forse è vero che all'estero la figura del wedding planner è maggiormente riconosciuta e quindi è più immediata per una sposa straniera l'idea di assumerne una, ma non trovo veritiera questa generalizzazione. In questi anni ho avuto indifferentemente spose italiane che straniere, non ho mai notato tra loro grosse differenze. Sono spose che tengono molto ad avere un giorno speciale e perfetto, tanto da avere un wedding planner che se ne occupi. Nessuno comanda il wedding planner, il wedding planner non da ordini alle spose. E se una sposa insiste su qualche punto, sta al wedding planner realizzare il tutto nel modo più armonico possibile. Io la vedo così, sia in italiano che in inglese.

angelo garini al wedding club di firenzeUna cosa su cui mi sono trovata molto d'accordo, invece, è la poca preparazione degli uffici comunali quando si tratta di sposare una coppia straniera. L'ho sperimentato con le mie coppie: a livello burocratico, per uno straniero è praticamente impossibile sposarsi in Italia senza il supporto di un wedding planner. A parte pochi casi isolati, questo è davvero un problema a cui mi auguro si trovi presto una soluzione!

Dopo la tavola rotonda, è stato il momento di rifarci gli occhi con una carrellata di abiti Max Mara e di un light lunch offerto da Bachini e Bellini Ricevimenti e di tante chiacchiere con le mie colleghe e le mitiche Letterink, le mie grafiche preferite che hanno creato i gadget regalati agli ospiti di questo Wedding Club fiorentino.

Il welcome gift creato da Letterink

Ti lascio alle immagini di Vincenzo Santarella di Morlotti Studio.

abiti max mara

max mara sposa

collezione max mara bridal

Che il tuo sia un Destination wedding o meno, andrà di sicuro organizzato, no? Per te ho creato due belle risorse:

“Mi sposo! E adesso?” - Il mio mini-corso gratuito che puoi ricevere semplicemente iscrivendoti alla newsletter. Si tratta di cinque lezioni che riceverai via mail, ognuna dedicata ad un pilastro dell'organizzazione.

Bridal Starter Kit – Il mio video-corso che ti accompagnerà alla creazione del tuo evento. Dall'ideazione del concept alla scelta della palette, sarai in grado di presentare ai tuoi fornitori un progetto creativo dettagliatissimo. Video lezioni, workbook e i layout interattivi sono gli strumenti che userai per creare il tuo matrimonio come un professionista, lo puoi acquistare qui!

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Images Credits: Vincenzo Santarella di Morlotti Studio

Sono Valeria Ferrari, wedding planner, e sono qui per organizzare il tuo grande giorno. Leggi di più...

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